La cresima

1. Il dono particolare dello Spirito Santo, promesso da Cristo Signore ed effuso nel giorno di Pentecoste sugli Apostoli, fu dagli stessi Apostoli e dai Vescovi loro successori trasmesso, con l’imposizione delle mani, a tutti i battezzati col sacramento della Confermazione. Questo Sacramento perfeziona l’iniziazione cristiana e fa sì che i fedeli, rinvigoriti da una forza che viene dall’alto, diventino, nelle parole e nei fatti, veri testimoni di Cristo e con vincolo più stretto si stringano alla Chiesa.
 
2. La parrocchia offre la possibilità a chi lo desidera, purché debitamente preparato, di ricevere il Sacramento della Cresima. Per giustificati motivi ammette al Sacramento in altre parrocchie o in Cattedrale.
 
3. I bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione continueranno il percorso catechi­stico e completeranno l’iniziazione cristiana con la Cresima. Si raccomanda dunque di ricevere la cresima nell’adolescenza; il tempo propizio potrebbe essere i primi anni delle scuole superiori. Rimandare troppo la Cresima, infatti, o cresimarsi solo perché ci si deve sposare, non può considerarsi una scelta cristianamente matura.
 
4. Anche alcune Associazioni ecclesiali ordinariamente offrono una formazione di base per preparsi a ricevere la Cresima. I percorsi offerti dalle associazioni e dai movimenti ecclesiali possono infatti favorire maggiore continuità pastorale e coinvolgere le famiglie nella condivisione metodologica dovuta all’identità e ai carismi propri.
 
5. Sono previsti incontri formativi obbligatori durante l’anno e anche in prossimità della celebrazione, come sintesi di tutto il cammino. Se ciò non fosse assolutamente possibile, a giudizio del parroco, possono chiedere licenza per la preparazione fuori parrocchia.
 
6. Per iscriversi al percorso formativo occorre presentarsi personalmente presso ll’ufficio parrocchiale presentando, per coloro che sono stati bettezzati in altre parrocchie, il proprio certificato di battesimo e l’attestato di idoneità del padrino, quest’ultimo rilasciato dal parroco territoriale del padrino.
 
7. L’ammissione alla Cresima è subordinata alla partecipazione assidua al Corso e comunque al giudizio dell’equipe catechistica circa la preparazione, l’assiduità alla celebrazione domenicale e la maturità cristiana di­mostrate. I conviventi non possono ricevere i sacramenti senza prima aver regolato la loro posizione matrimoniale: mancano, infatti, di quella fondamentale “conversione” che è condizione necessaria per ottenere la grazia del Signore (cfr. DPF 230).
 
8. La scelta del padrino non dev’essere dettata da motivazioni di parentela, di amicizia o di opportunità, ma dalla convinzione che il padrino è il rappresentante concreto della comunità cristiana, persona adulta e responsabile, che professa concretamente la sua fede in Cristo e nella Chiesa,  Solo in quest’ottica è richiesta la figura del padrino (cfr. SD 221).
 
9. Il Padrino perciò deve avere determinati requisiti per poter essere idoneo a questo compito: deve aver compiuto i 18 anni di età, deve essere battezzato, cresimato ma soprattutto praticante. Deve conoscere la dottrina cristiana e condurre uno stile di vita ispirato al van­gelo.
 
10. In particolare la situazione irregolare circa la vita coniugale di coloro che convivono, che sono sposati solo civilmente, che divorziati sono sposati solo civilmente, rende non idonei a svolgere nella comunità ecclesiale quei servizi che esigono una pienezza di testimonianza cristiana come sono i servizi liturgici e in particolare quello di lettori, il ministero di catechista, l’ufficio di padrino per i sacramenti, la partecipazione ai consigli pastorali. Fintanto che perdura la loro condizione irregolare di vita, in contrasto con il Vangelo, non è consentita inoltre né l’assoluzione sacramentale né la comunione eucaristica. Essi, pur non vivendo la piena comunione ecclesiale, non si considerino separati dalla chiesa, potendo e anzi dovendo, in quanto battezzati, partecipare alla sua vita: ascoltando la Parola, frequentando il sacrificio della messa, perseverando nella preghiera, incrementando le opere di carità e collaborando alle iniziative della comunità in favore della giustizia, educando i figli nella fede cristiana e coltivando lo spirito e le opere di penitenza per implorare così, di giorno in giorno, la grazia di Dio (cfr FC 79-85; DPF 207-234)
 
11. La mancata disponibilità del padrino non è di norma un valido motivo per rimandare la Cresima. Salvo gravi imprevisti, è il padrino a doversi adattare riguardo il giorno e l’ora della Cresima e non la Parrocchia o il cresimando. I genitori non possono fare da padrini. Essere genitori infatti è molto più che essere padrini (cfr. DP 107). Né è opportuno che il padrino sia una persona che si cresima lo stresso giorno.
 
12. Si sconsigliano padrini in età molto a­vanzata e si raccomanda di non scegliere padrini che non hanno ricevuto ancora la cresima per non costringerli a doversi cresimare, magari in modo frettoloso e svilente. La cresima infatti è giusto riceverla per scelta consapevole e non per necessita dovuta alla richiesta di svolgere il ruolo di padrino.
 
13. Ogni cresimando abbia normalmente il suo padrino, il cui compito è provvedere che il confermato si comporti come vero testimone di Cristo e adempia fedelmente gli obblighi inerenti allo stesso Sacramento. Poiché, a volte, si verificano gravi abusi nella scelta del padrino, snaturandone la natura e la funzione essenzialmente spirituale, è utile ricordare che gli stessi catechisti potrebbero lodevolmente svolgere questo compito. Eccezionalmente si può fare anche a meno del padrino (cfr. DP 114-115; SD 229).
 
14. Questa parrocchia ammette fedeli di altre parrocchie agli itinerari di preparazione sud­detti solo dietro nulla osta dei rispettivi parroci territoriali e nel rispetto delle suddette norme.
 
15. In prossimità della cresima è previsto un ritiro con le confessioni. Anche i padrini e i familiari dei cresimandi è bene che si preparino spiritualmente.
 
16. Sarebbe un grave controsenso se, coloro che hanno ricevuto il sacramento della cresima, per mezzo del quale veniamo maggiormente uniti a Cristo e riceviamo la pienezza dello Spirito per il servizio nella comunità, non partecipassero più alla vita della Chiesa e non ve­nissero esortati e incoraggiati in questo dai loro padrini.